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		<title>Casa Amatller</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-263" src="http://www.barcellonaweb.it/files/casa-amatller-300x400.jpg" alt="Casa Amatller Barcellona" width="300" height="400" /> La <strong>casa Amatller</strong> è una tra le più decorate case di tutta Barcellona. Ricco magnate della pasticceria e indiscusso maestro dell&#8217;arte del cioccolato, Antoni Amattler desiderava un simbolo urbano per sancire ufficialmente il suo passaggio da piccolo borghese dotato di straordinario talento culinario a indiscussa autorità economica cittadina. Voleva, per dirla tutta, una sorta di tempio all&#8217;interno di quell&#8217;Empireo del Modernismo che stava diventando il Passeig de Gracia. Si rivolse a quello che era uno dei due numi dell&#8217;architettura cittadina del tempo: <strong>Josep Puig i Cadafalch</strong> (l&#8217;altro “dives” era ovviamente il ben più famoso Gaudì, che costruì al fianco la splendida casa Batllò).</p>
<p>Puigg i Cadafalch produsse una struttura seguendo i dettami dell&#8217;<strong>architettura gotica urbana</strong> di stampo germanico: nei paesi di lingua tedesca, ma anche nel nostro Sud Tirolo, è possibile vedere come le case civili più importanti siano caratterizzate da una sorta di “scalone” sulla facciata. Tanto più numerosi erano quei “gradini”, tanto più importante era il proprietario dell&#8217;edificio: al farmacista ne spettavano un tot, un po&#8217; di più al governatore della città e ancora di più all&#8217;autorità religiosa. Ebbene, Puigg i Cadafalch introdusse questa usanza nella Mediterranea Barcellona, rendendo immediatamente evidente il prestigio e il livello sociale ottenuto dal suo proprietario, Antoni Amatller.</p>
<p>Le <strong>decorazioni policrome esterne</strong>, geometriche e regolari quasi come una greca, denunciano una adesione allo “stile floreale” e sono forse ispirate alle rilevanti decorazioni di Adolf Mucha, il pittore ungherese per molti versi precursore dell&#8217;Art Nouveau.</p>
<p>Anche se le decorazioni esterne sono tra le più suggestive di tutta Barcellona, il pregevolissimo interno non è purtroppo visitabile se non nell&#8217;ambone d&#8217;ingresso, caratterizzato da suggestive vetrate.</p>
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		<title>Casa Lleo Morera</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 17:10:19 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-259" src="http://www.barcellonaweb.it/files/lleo-morera.jpg" alt="Casa Lleo Morera Barcellona" width="300" height="390" /> Non è facile essere “vicini di casa” di un opera così prestigiosa come la Casa Batllò di Antoni Gaudì, eppure l&#8217;architetto <strong>Lluis Domenech i Montaner</strong> è riuscito nell&#8217;opera di creare una opera all&#8217;altezza del sommo architetto della Sagrada Familia. Si chiama <strong>Casa Lleo Morera</strong>, e più che una casa, è una chiesa, con tanto di facciata e di svettanti pinnacoli gotici. Il gotico qui rappresentato però non è lo splendido gotico catalano o Mediterraneo, caratterizzati da una superiore armonia e luminosità rispetto agli sviluppi nordici di tale stile, ma è piuttosto un “gotico da fiaba”, con tanto di tempietto con colonnato monoptero sulla parte superiore della facciata.</p>
<p>In realtà, Domenech i Montaner non progettò da cima a fondo una nuova casa: il suo è un adattamento del 1902 della <strong>Casa Rocamora</strong>, del 1864. Durante l&#8217;ampliamento colossale dell&#8217;Eixample (o in castigliano “Ensanche”, “ampliamento”, una operazione urbanistica che probabilmente non si vedeva dai tempi della “Addizione Erculea” di Ferrara) molti edifici già esistenti che si trovavano lungo le direttrici di sviluppo dei nuovi quartieri vennero rinnovati con le caratteristiche stilistiche Moderniste: ad esempio, quasi ogni incrocio all&#8217;interno dell&#8217;Eixample presenta nei palazzi aggettanti delle facciate smussate, come creare una piccola piazza al posto di uno spigoloso angolo retto (una operazione colossale di adattamento, con tanto di profusione di piccole cupole per le sommità, di decorazioni scultoree per i frontoni e in ferro battuto per i balconi).</p>
<p>Quello che è certo è che la <strong>Casa Lleo Morera</strong> è la più bella e la più riuscita di questo suggestivo adattamento.</p>
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		<title>Manzana de la Discordia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 17:15:38 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-255" src="http://www.barcellonaweb.it/files/manzana-370x246.jpg" alt="Manzana de la discordia Barcellona" width="370" height="246" /> Il <strong>Passeig de Gracia</strong> è una grande arteria monumentale che rappresenta da sola un museo all&#8217;aria aperta della stupefacente produzione architettonica della Barcellona di inizio XX secolo. E&#8217; paragonabile per magnificenza alle vie monumentali più belle d&#8217;Europa, ma c&#8217;è un piccolo isolato che per densità di opere lascia ogni visitatore a bocca aperta: la “<strong>Manzana de la discordia</strong>”: nel giro di pochi metri di Gaudì troviamo la Casa Batllò, di Josep Puig i Cadafalch la Casa Amatller e di Luis Domenech i Montaner la Casa Lleo Morera. Abbastanza per dare un infarto agli amanti del Modernismo e dell&#8217;epoca del Liberty e dell&#8217;Art Nouveau.</p>
<p>Il nome del piccolo ma straordinario isolato è frutto di un riuscito gioco di parole: “manzana” infatti in spagnolo significa sia “mela” che “quartiere”, e con il termine “manzana de la discordia” si può intendere sia “il quartiere controverso” (per le architetture decisamente sopra le righe) oppure “il pomo della discordia” di classica memoria. Un pizzico di classicità e un tocco di modernità, esattamente nel più puro stile <strong>Art Nouveau</strong>. Probabilmente alcune delle più importanti e rilevanti produzioni architettoniche del primo quarto del ventesimo secolo si trovano nel raggio di 60 metri, all&#8217;interno della “Manzana della Discordia”.</p>
<p>Quello che è certo è che di sicuro il quartiere è uno dei più fotografati al mondo intero per via delle sue <strong>straordinarie gioie per gli occhi</strong>: non dimenticate infatti che poco oltre alla “manzana de la discordia” potrete trovare un altro splendido gioiello e patrimonio dell&#8217;umanità UNESCO: la casa de la Pedrera, sempre dell&#8217;onnipresente Antoni Gaudì.</p>
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		<title>Castells dels tres dragons</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 11:41:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-251" src="http://www.barcellonaweb.it/files/castells-370x277.jpg" alt="Castells dels tres dragons Barcellona" width="370" height="277" /> Ad inizio novecento, con la nascita dell&#8217;estetica dell&#8217;Art Nouveau e dello stile Liberty, ci fu una rinascita della tipologia costruttiva castellare: i ricchi borghesi di fine Ottocento e inizio Novecento facevano a gara per costruirsi <strong>pittoreschi manieri</strong> dal vago sapore Medievale. Anche se tale tale sviluppo ha riguardato soprattutto lo stile Liberty in Italia (ad esempio si provi a vedere gli innumerevoli “castelletti” che popolano la Liguria, la Sicilia, il quartiere Coppedè a Roma e le zone signorili di Milano e Torino), un analogo sviluppo è accaduto anche in Spagna, soprattutto attraverso il <strong>Modernismo Catalano</strong>.</p>
<p>Senza dubbio, il <strong>Castells dels tres dragons</strong>, oggi <strong>museo di zoologia</strong> di Barcellona, è l&#8217;esempio più riuscito di maniero medievale rivisto con ottica Novecentesca. Le tue torreggianti guglie lo rendono quasi più simile ad una cattedrale gotica che non ad un castello. Tale struttura, peraltro affascinante fuori quanto suggestiva all&#8217;interno, è nata in occasione dell&#8217;Expò del 1888 come caffè-ristorante.</p>
<p>Alle sue spalle possiamo trovare il bellissimo parco de la <strong>Ciutadella</strong>, un gradevole spazio urbano di grande livello e insolitamente rilassante per la frenetica città di Barcellona. Sicuramente la vista sull&#8217;Arco di Trionfo da un lato e del Castello dall&#8217;altra rendono la piazza circostante il più importante monumento lasciato dall&#8217;Expò ottocentesco nella Ciudad Condal.</p>
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		<title>Casa Serra</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 09:08:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-247" src="http://www.barcellonaweb.it/files/casa-serra-370x289.jpg" alt="Casa Serra Barcellona" width="370" height="289" /> Che il Modernismo Catalano avesse una autentica venerazione per le atmosfere gotiche e tardomedievali tipiche della Loira e della Dordogna francese è cosa nota, soprattutto nelle sue due più grandi personalità di Antoni Gaudì e dell&#8217;altrettanto grande (ma incredibilmente sottovalutato) <strong>Josep Puig i Cadafalch</strong>. Ma che ad inizio Novecento in pieno Mediterraneo venisse costruito uno <strong>splendido castello</strong> con tanto di finestra scultorea e di torri coniche in pieno stile neoromantico è senza dubbio un qualcosa che colpisce e lascia ammirati. Stiamo parlando della <strong>Casa Serra</strong>, opera del geniale Puig i Cadafalch del 1903 e dichiarata nel 2001 Bene Culturale di Interesse Nazionale.</p>
<p>Senza dubbio è uno degli edifici più esuberanti dell&#8217;esuberante <strong>Barcellona</strong>, città nota a livello di architettura per le sue stravaganze spesso giocose. Il lato folle e originale della Casa Serra è evidenziato soprattutto dal fatto che è situata in piena Rambla de Catalunya, una zona cioè tra le più monumentali e signorili della pur sempre informale città di Barcellona. Il tetto acuto e le finestre estradossate del torrione centrale e le rigogliose decorazioni in gotico fiorito dei finestroni alla francese della facciata sono ormai divenuti un simbolo insostituibile del panorama di Barcellona.</p>
<p>Sicuramente è una delle case che meritano un ricordo fotografico, se non altro per la sua irriverente aspirazione storicista.</p>
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		<title>Casa Planells</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 16:10:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Barcellona ha avuto modo di raggiungere nel corso della sua plurisecolare storia più volte il vertice nella produzione artistica e architettonica: possiamo ad esempio individuare un primo momento legato soprattutto all&#8217;architettura Gotica e medievale (con la Cattedrale, la splendida chiesa di Santa Maria del Mar e la non meno bella Santa Maria del Pi) e un secondo momento legato al tardo eclettismo di fine Ottocento, che altrove prese il nome di Art Nouveau di Jugendstil e di Stile Liberty ma che in Catalunia prese l&#8217;evocativo nome di Modernismo.
Tale variante ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-243" src="http://www.barcellonaweb.it/files/planells-268x400.jpg" alt="Casa Planells Barcellona" width="268" height="400" /> <strong>Barcellona</strong> ha avuto modo di raggiungere nel corso della sua plurisecolare storia più volte il vertice nella produzione artistica e architettonica: possiamo ad esempio individuare un primo momento legato soprattutto all&#8217;architettura Gotica e medievale (con la Cattedrale, la splendida chiesa di Santa Maria del Mar e la non meno bella Santa Maria del Pi) e un secondo momento legato al tardo eclettismo di fine Ottocento, che altrove prese il nome di Art Nouveau di Jugendstil e di Stile Liberty ma che in Catalunia prese l&#8217;evocativo nome di Modernismo.</p>
<p>Tale variante regionale dello “stile floreale” ha alcune caratteristiche ben definite, come ad esempio il fatto di non rinunciare all&#8217;utilizzo di materiali e di espedienti che confluiranno poi nel ben più prospero stile del Bauhaus e del Movimento Moderno. Esempio di ciò a Barcellona è la cosiddetta <strong>Casa Planells</strong>, opera di <strong>Josep Maria Jujol</strong>: le superfici lisce e curve della casa angolare da lui progettata, a poche decine di metri dalla costruenda Sagrada Familia, sono un evidente tributo alla scevra razionalità degli stili novecenteschi, eppure i fregi e le decorazioni non lasciano di situarlo all&#8217;interno del Modernismo Catalano.</p>
<p>Il palazzo, comunque, verrà completato nel <strong>1924</strong>: troppo tardi per prendere parte al movimento collettivo modernista, e risulta pertanto un piacevole esperimento tardivo in un epoca in cui l&#8217;abbellimento decorativo dei palazzi era finito per essere “fuori moda”.</p>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 14:58:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Iniziata nel 1883 quando l’architetto spagnolo Antoni Gaudì sostituì l’architetto Francisco del Villar y Lozano, questa chiesa è una delle poche al mondo ad essere ancora in fase di costruzione.
L’unicità di questa monumentale basilica è da ricercarsi nella particolarità dell’Architetto: Gaudì infatti, piuttosto che creare dei progetti precisi e dettagliati, ha sempre preferito aggiungere dettagli e particolari man mano che la produzione della chiesa procedeva.
Gaudì era notoriamente un personaggio eccentrico ed eclettico, che morì nel 1926 a causa di un tram che lo travolse, e dedicò gli ultimi 15 ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-183" title="Sagrada Familia Barcellona" src="http://www.barcellonaweb.it/files/2692950951_f21e01b5af-370x246.jpg" alt="Sagrada Familia Barcellona" width="370" height="246" /> Iniziata nel 1883 quando l’architetto spagnolo <strong>Antoni Gaudì</strong> sostituì l’architetto Francisco del Villar y Lozano, questa <strong>chiesa</strong> è una delle poche al mondo ad essere ancora in fase di costruzione.<br />
L’unicità di questa monumentale <strong>basilica</strong> è da ricercarsi nella particolarità dell’Architetto: <strong>Gaudì</strong> infatti, piuttosto che creare dei progetti precisi e dettagliati, ha sempre preferito aggiungere dettagli e particolari man mano che la produzione della chiesa procedeva.</p>
<p><strong>Gaudì</strong> era notoriamente un personaggio eccentrico ed eclettico, che morì nel 1926 a causa di un tram che lo travolse, e dedicò gli ultimi 15 anni della sua vita alla costruzione della <strong>Sagrada Familia</strong>. In questi 15 anni lo stile della <strong>chiesa</strong> divenne sempre più fantasioso, come una sorta di rielaborazione dello stile gotico. Non possono poi passare inosservate le quattro grandi torri che terminano con delle cuspidi uniche al mondo: sono alte più di un metro e interamente ricoperte a mosaico di ceramiche dai colori accesi e sgargianti. Lo sviluppo di queste torri può ricordare un castello di sabbia oppure la crescita di un albero.<br />
L’architetto era ben conscio del fatto che non avrebbe mai visto il completamento della <strong>chiesa</strong>. Fu per questo motivo che si preoccupò di lasciare delle direttive a chi avrebbe continuato la costruzione al posto suo. <strong>Gaudì</strong> lasciò però delle indicazioni a volte sommarie, in modo che i successivi architetti potessero mettere qualcosa di loro nella costruzione.<br />
Sfortunatamente durante la guerra civile spagnola del 1936, tutti i progetti di Gaudì vennero distrutti. Tuttavia, è stato possibile recuperare qualcuno dei modelli in gesso da lui creati oltre a planimetrie e foto dei modelli prima che fossero distrutti.</p>
<p>E’ con questo materiale che stanno lavorando gli architetti di oggi. Sono stati fatti studi approfonditi e ricostruzioni dei modelli attraverso sofisticati programmi informatici. Ogni volta che una parte del modello viene ricostruita, prima di procedere all’edificazione gli architetti chiedono il parere degli abitanti di Barcellona: è così che la <strong>Sagrada Familia</strong> diventa una costruzione collettiva.<br />
Quando la <strong>chiesa</strong> sarà terminata, avrà ben 18 torri: 12 dedicate agli apostoli, 4 agli evangelisti, una a Gesù ed una a Maria.<br />
Questo monumento è uno dei più particolari del mondo intero, e chi dovesse recarsi a Barcellona non può non fermarsi almeno ad osservare l’unicità di questa opera d’arte.</p>
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		<title>Port Vell</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 01:21:21 +0000</pubDate>
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Port Vell è situato nel punto in cui sfociano le Ramblas, di fronte al quartiere della Barceloneta.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.barcellonaweb.it/files/port-vell-380x2851-370x277.jpg" alt="Port Vell Barcellona" title="Port Vell Barcellona" width="370" height="277" class="alignright size-medium wp-image-151" /> Tra le più interessanti attrazioni di <strong>Barcellona</strong>, c&#8217;è sicuramente da menzionare il suo magnifico porto turistico: il <strong>Port Vell</strong> (Porto Vecchio).</p>
<p>Port Vell è situato nel punto in cui sfociano le <strong>Ramblas</strong>, di fronte al quartiere della <strong>Barceloneta</strong>.<br />
Questa zona era diventata, negli anni &#8217;80, un decadente agglomerato di magazzini desolati e vecchie strutture arrugginite, versando per parecchio tempo in uno stato di semi abbandono; come molti altri luoghi di richiamo della città, l&#8217;area del porto venne splendidamente riqualificata &#8211; subendo anche eccezionali cambiamenti &#8211; nel periodo dei preparativi per le <strong>Olimpiadi del 1992</strong>.<br />
Quello che una volta era posto di marinai e mercati del pesce, è ora un pittoresco luogo di ritrovo e di svago che ospita &#8211; tra le altre cose &#8211;  ristoranti, cinema, locali notturni e negozi.</p>
<p>Alle spalle del porto troviamo il <strong>Moll d’Espanya</strong> (Molo di Spagna) dove si estende un vero e proprio centro di divertimenti, che può essere facilmente raggiunto dal lato costiero (dal Moll de la Fusta) attraversando una lunga passerella pedonale sospesa sull&#8217;acqua chiamata <strong>Rambla de Mar</strong>, da cui si gode un&#8217;ottima veduta su tutto il porto: questo pontile dall&#8217;elegante design è strutturato in ferro ed assi di legno, ed è in grado di sollevarsi e ruotare su se stesso per consentire il passaggio delle imbarcazioni.</p>
<p>Grandi folle di turisti attraversano quotidianamente la Rambla de Mar per visitare il famoso centro commerciale <strong>Maremàgnum</strong>, un modernissimo complesso in vetro che contiene negozi, discoteche, terrazze e divertimenti di ogni genere; al suo interno si trovano il <strong>World Trade Center</strong>, l’<strong>Imax</strong> (il cinema più grande di Barcellona) e l&#8217;imperdibile <strong>Aquarium</strong>, uno degli acquari più vasti e spettacolari d’Europa.</p>
<p>Nei pressi del litorale di fronte al porto è possibile ammirare l&#8217;imponente scultura a &#8220;<em>Testa</em>&#8221; di <strong>Roy Liechtenstein</strong> &#8211; noto pittore astrattista e tra i massimi esponenti del movimento della Pop Art &#8211; ed il <strong>Palau del Mar</strong>, che ospita il <strong>Museo d’Història de Catalunya</strong>: il Museo contiene reperti, ricostruzioni ed illustrazioni che accompagnano il visitatore in un affascinante viaggio nella Catalogna dal periodo preistorico fino all&#8217;età moderna.</p>
<p>Sempre in prossimità del porto, proprio davanti alla Rambla de Mar, è situato il &#8220;<strong>Monument a Colom</strong>&#8220;, il Monumento al grande navigatore <strong>Cristoforo Colombo</strong>, sul quale si può salire fin quasi ad un&#8217;altezza di 60 metri per ammirare lo splendido panorama circostante.<br />
Nelle vicinanze si trova il <strong>Museo Marittimo dei Drassanes</strong>, ovvero i ben conservati <strong>arsenali</strong> medioevali di Barcellona, un tempo adoperati per costruire vascelli (nel &#8217;300 il mare arrivava all&#8217;entrata) ed &#8211; in seguito &#8211; per fabbricarvi l&#8217;ariglieria; tra le tante cose da vedere, spicca la stupefacente copia (a grandezza naturale) della nave ammiraglia che portò la flotta cristiana al vittorioso scontro contro i Turchi nella battaglia di <strong>Lepanto</strong> (1571).</p>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 23:19:21 +0000</pubDate>
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Questo magnifico palazzo &#8211; realizzato dal geniale architetto in un particolarissimo stile fra il gotico e l&#8217;arabo &#8211; veniva frequentemente utilizzato dalla famiglia Guell per importanti ricevimenti,feste ed incontri politici.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.barcellonaweb.it/files/palau-guell-300x4001.jpg" alt="Palau Guell Barcellona" title="Palau Guell Barcellona" width="300" height="400" class="alignright size-full wp-image-164" /> Il <strong>Palau Guell</strong> di <strong>Barcellona</strong> è considerato la prima grande opera di <strong>Antoni Gaudì</strong>; situato <strong>nei pressi delle Ramblas</strong>, fu costruito negli anni tra il 1885 ed il 1889 su commissione del ricco industriale <strong>Eusebi Guell</strong>.</p>
<p>Questo magnifico palazzo &#8211; realizzato dal geniale architetto in un particolarissimo stile fra il gotico e l&#8217;arabo &#8211; veniva frequentemente utilizzato dalla famiglia Guell per importanti ricevimenti,feste ed incontri politici.<br />
In esso, risultano già palesi quelli che in seguito sarebbero stati consacrati come i caratteri innovativi fondamentali del <strong>modernismo</strong> di Gaudì: le forme sinuose, i richiami alla natura, i giochi di prospettiva, l&#8217;uso di materiali &#8220;poveri&#8221; o insoliti e l&#8217;impiego del ferro battuto.</p>
<p>All&#8217;interno del palazzo, il <strong>vestibolo</strong> d&#8217;ingresso presenta pareti di mattoni, mentre la pavimentazione è interamente di legno di pino.<br />
Procedendo oltre il vestibolo si giunge alla <strong>Escala d’Honor</strong> (scala d’onore), la quale conduce al piano nobile che si apre con <strong>tre anticamere</strong>; già da questo punto si può ammirare la sapiente lavorazione del ferro battuto, soprattutto nei lampadari e &#8211; nella terza anticamera &#8211; nella soffittatura, che presenta complesse costruzioni in legno e ferro.</p>
<p>Attraversate le anticamere troviamo il luminoso <strong>salone centrale</strong>, riccamente e finemente decorato: quì venivano fatti accomodare gli illustri ospiti della famiglia Guell. Dagli angoli del salone partono quattro archi a parabola, che &#8211; ad un&#8217;altezza davvero notevole &#8211; terminano con una <strong>maestosa cupola</strong>.</p>
<p>Oltre che per tenervi sontuosi festeggiamenti, questo salone veniva anche adibito a <strong>cappella di famiglia</strong>: sfortunatamente, l&#8217;altare fu distrutto durante la Guerra Civile.<br />
Un altro pregevole ambiente è la <strong>sala da pranzo</strong>, formata da pannelli di noce e mobili eleganti fatti costruire da Gaudì stesso, e dominata da una tribuna &#8211; ornata anch’essa da quattro archi a parabola retti da colonne &#8211; che si estende fino alla parte posteriore del palazzo formando una balconata a semicerchio con decorazioni in ceramica.</p>
<p>Di grande interesse è la concezione del <strong>tetto</strong> di Palau Guell, adornato da una curiosa disposizione di <strong>bizzarri comignoli</strong>di forme e colori diversi, talvolta rivestiti di variopinte ceramiche, ognuno dei quali costituisce una vera e propria opera d’arte a sè stante.</p>
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		<title>Parc Guell</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 19:57:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Parc Guell è probabilmente il progetto più complesso ed ambizioso concepito dal geniale estro di Antoni Gaudì per la città di Barcellona. La creazione del parco fu commissionata all&#8217;architetto più famoso dell’epoca ai primi del 1900, da parte dell’industriale Eusebi Guell, intenzionato a realizzare nella zona nord-orientale della capitale catalana un eccezionale centro abitativo; il programma originario &#8211; infatti &#8211; prevedeva la creazione di una sorta di città-giardino sullo stile di quelle inglesi, in cui le abitazioni facessero tutt&#8217;uno con i paesaggi naturali del luogo.
Gaudì lavorò a quest&#8217;imponente opera ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.barcellonaweb.it/files/parc-guell-380x2851-370x277.jpg" alt="Parc Guell Barcellona" title="Parc Guell Barcellona" width="370" height="277" class="alignright size-medium wp-image-146" /> <strong>Parc Guell</strong> è probabilmente il progetto più complesso ed ambizioso concepito dal geniale estro di <strong>Antoni Gaudì</strong> per la città di <strong>Barcellona</strong>. La creazione del parco fu commissionata all&#8217;architetto più famoso dell’epoca ai primi del 1900, da parte dell’industriale <strong>Eusebi Guell</strong>, intenzionato a realizzare nella zona nord-orientale della capitale catalana un eccezionale centro abitativo; il programma originario &#8211; infatti &#8211; prevedeva la creazione di una sorta di città-giardino sullo stile di quelle inglesi, in cui le abitazioni facessero tutt&#8217;uno con i paesaggi naturali del luogo.</p>
<p>Gaudì lavorò a quest&#8217;imponente opera dal 1900 al 1914, ed avvalendosi della collaborazione di altri artisti ed architetti &#8211; tra cui <strong>Josep Maria Juiol </strong>- generò un capolavoro originale, riuscendo a costruire magnificamente il parco e le infrastrutture. Tuttavia, il progetto dovette essere necessariamente abbandonato a causa dello scarso entusiasmo dimostrato dagli abitanti della città: dei 60 lotti previsti, solo 2 furono acquistati (in una delle<strong>2 ville costruite</strong> ci si trasferì &#8211; per qualche anno &#8211; proprio Gaudì con la famiglia).</p>
<p>Nel 1922, il comune di Barcellona prese la decisione di convertire l&#8217;originario progetto di città-giardino in uno che prevedesse la costruzione di un <strong>parco pubblico</strong>: i lavori furono affidati allo stesso Gaudì.</p>
<p>Anche nella realizzazione finale di Parc Guell è possibile notare il gusto bizzarro e moderno di Gaudì, a partire dal suo tipico stile caratterizzato dalla mancanza di linee rette, linee che invece si mostrano &#8211; come sempre &#8211; morbide e sinuose; la <strong>natura</strong> non viene stravolta e piegata dalle necessità di pianificazione umana, ma assecondata e valorizzata, come mostrano i viadotti e percorsi che seguono il profilo naturale della montagna.<br />
Pietra grezza coperta di <strong>ceramiche e vetro</strong>, calcestruzzo e cemento armato vennero usati per creare ed incantare, in modo da dare la sensazione che tutto fosse scaturito dalla roccia stessa.<br />
Molte furono &#8211; inoltre &#8211; le intuizioni e gli elementi architettonici nuovi che anticiparono i futuri movimenti artistici dell&#8217;epoca (come <strong>Cubismo</strong> e <strong>Dadaismo</strong>)</p>
<p>Il grande architetto lasciò campo libero alla propria immaginazione nell&#8217;arricchire l&#8217;opera di forme  e figure fantastiche: panchine serpeggianti tempestate di coloratissimi <strong>mosaici</strong>, statue a forma di drago, colonne ad albero o stalattiti ed archi artificiali fanno da cornice alla passeggiata nel parco, una incredibile <strong>fontana a forma di salamandra </strong>(noto simbolo alchemico) campeggia in cima ad una splendida scalinata, mentre i bassi muri laterali sono adornati da maioliche colorate (<strong>trencadìs</strong>).</p>
<p>La sala principale del Parc Guell è situata al di sotto della piazza (percorsa anch&#8217;essa da una sinuosa panca &#8220;serpentina&#8221;): si tratta della <strong>Sala Hipostilia</strong>, composta da 85 colonne doriche che sostengono un soffitto ondulato e decorato da ceramiche policrome. La sensazione è davvero quella di trovarsi in un grande tempio greco.</p>
<p>Nella parte est si trova l’abitazione dove visse l’architetto per diversi anni, l&#8217;attuale <strong>Casa-Museo Antoni Gaudì</strong>, costruita dal suo allievo <strong>Francesc Berenguer</strong>; l’interno dell’abitazione è ancora arredato da mobili disegnati dal celebre architetto o provenienti da altre sue opere. Al piano superiore di questo edificio vi sono lo studio e la camera da letto di Gaudì, mentre nel giardino si possono ammirare le particolarissime strutture in ferro battuto.</p>
<p>L&#8217;altra abitazione edificata è la<strong> Casa Trìas</strong>, dal nome del suo proprietario (amico di Gaudì e Guell); questa casa fu creata dall&#8217;architetto <strong>Batllevell</strong> nel 1906.<br />
Alla sommità del Parc Guell c&#8217;è una <strong>terrazza</strong> che permette di ammirare una veduta di questa meravigliosa e fiabesca opera ed un bellissimo scorcio della città di Barcellona.</p>
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